Il conto alla rovescia per le ferie natalizie: tradizione o grido di allarme per le aziende?

Mancano meno di 60 giorni a Natale, e il countdown è già iniziato dal rientro dalla pausa estiva. Un chiaro segnale di emergenza per gli imprenditori e il management: i loro collaboratori forse non stanno così bene sul posto di lavoro

Da recenti rilevazioni dell’HR Company Amajor la comunicazione tra vertice e lavoratori è più efficace ai fini della creazione di un ambiente lavorativo sano e di successo nell’86% dei casi 

Su 100 aziende del Nord Italia per l’82% gli investimenti aziendali vengono fatti su ambienti e strumenti, concentrandosi sul materiale e dimenticandosi del benessere delle persone

Quanto manca a Natale? Forse non ci rendiamo conto che questa domanda circola tra molti lavoratori sin dal rientro dalle ferie estive. A quanti è capitato di rientrare in un ambiente che gli va stretto, che non lo soddisfa o – per essere più precisi – che non rispecchia il tipo di contesto in cui gli piacerebbe lavorare e a cui non sente di “appartenere”? Il periodo di ferie è indubbiamente un momento piacevole e positivo, ma perché i lavoratori sentono così tanto il peso del rientro?” – questo è quello che si sono domandati in Amajor Spa Società Benefit, che, per rispondere al quesito, ha rilevato tramite un algoritmo matematico il livello di benessere delle aziende del Nord Italia.

Clima aziendale: chi investe in strumenti tecnologici, nell’82% dei casi trascura le persone

Con un questionario anonimo elaborato dall’HR Company Amajor, somministrato tramite una piattaforma digitale, la Società Benefit della provincia di Padova è stata in grado di rilevare un indice, oltre che qualitativo, anche quantitativo delle diverse aree che incidono sul benessere dei lavoratori come la capacità dell’imprenditore di gestire, formare e far crescere il personale, l’etica aziendale, la chiarezza dei processi e dei ruoli, la comunicazione orizzontale e verticale, oltre all’adeguatezza degli ambienti. Un lavoro svolto in un periodo di cooperazione media di 3 anni su più di 100 realtà del Nord Italia con la somministrazione di 450 questionari, che ha fatto emergere come la gestione delle persone e l’etica, intesa come valorizzazione e allineamento a vision e mission aziendali – e quindi senso di appartenenza – siano quasi sempre correlate a un clima positivo per il 95% dei casi analizzati. Questi aspetti vengono supportati da una buona comunicazione tra imprenditore e lavoratori, e tra collaboratori stessi, nello specifico la comunicazione verticale è più efficace ai fini della creazione di un ambiente lavorativo sano e di successo per l’86% dei casi, ma questo non basta se non viene supportata da un clima disteso tra professionisti (il rischio è l’accentramento senza la creazione di un’organizzazione sana e funzionale al business).

Uno dei dati più interessanti emersi è che quando vengono investiti soldi per l’implementazione di ambienti e strumenti, pare che molto spesso vi sia carenza di attenzione verso le persone e il benessere dell’organizzazione, per circa l’82% delle realtà prese in esame.

Questo cosa significa? Secondo Eros Peronato, CEO di Amajor (Foto in alto)“siamo troppo concentrati a creare ambienti tecnologici e di design che colpiscono senza dare valore alle cose importanti: le persone. Sottostimiamo la forza del senso di appartenenza ad un gruppo, che in questo caso dovrebbe rappresentare un luogo in cui incontrarsi con rispetto per uno scambio trasparente e sicuro tra professionisti, dove vince la meritocrazia e la collaborazione, e i lavoratori si riconoscono nei valori aziendali. Com’è possibile che le persone una volta rientrate da un periodo di ferie non vedano l’ora di scappare di nuovo? Quello che manca è il senso di appartenenza al gruppo e la consapevolezza da parte dell’imprenditore, perché questo non è solo un modo di dire, ma un grido di allarme”.

Secondo il punto di vista di Amajor va bene quindi investire in tecnologie, ma senza trascurare la cura del benessere aziendale e quindi la responsabilità di impresa, le uniche in grado di generare nelle persone un senso di appartenenza ad un gruppo professionale.

Bastano piccoli accorgimenti da parte degli imprenditori per rilevare le problematiche interne che, se non considerate per lungo tempo, possono portare ad un rallentamento o arresto della crescita aziendale e ad un turnover di persone non più sostenibile – con relativa perdita di talenti:

  1. Il primo dei punti da osservare è semplice, ma viene dato spesso per scontato e normalizzato. Per chi è alla guida dell’azienda, o per il manager responsabile di un’area, è necessario porsi una domanda fondamentale: “quanta fatica si fa ad ottenere i risultati che ci si è prefissati?”. Un’azienda che lavora coesa e unita verso obiettivi definiti non crea resistenza, anzi, accende proposte e spinge verso la loro realizzazione.
  2. Per la legge di Pareto, che ci insegna la regola dell’80/20%, dovremmo misurare il nostro tempo valutando quanto dedichiamo alla strategia e quanto all’operatività – in termini di attività manageriali. Se si dedica l’80% del tempo a pratiche operative ed emergenze, ciò significa che non si sta valutando tutta una serie di “buchi organizzativi” che stressano la struttura e le persone. Tra le ragioni che generano queste situazioni possono esserci varie cause da un organigramma non presente o teorico e non pratico, da una mancanza di comunicazione orizzontale, o di chiari indicatori che ci permettono di mettere a sistema l’operatività dell’organizzazione.
  3. É importante avere un sistema di KPI chiaro e condiviso circa le performance aziendali per impostare la struttura su una base meritocratica condivisa. In questo modo è possibile evitare fraintendimenti, confusione e insoddisfazione tra team e con il vertice, oltre a premiare le persone che raggiungono gli obiettivi e si impegnano nel proprio lavoro.
  4. Elaborare strategie di rilevazione del sentiment in maniera continuativa in modo anonimo così che le persone si sentano libere di esprimere i propri dubbi, consigli e impressioni sul contesto organizzativo. Si tratta di un sistema utile a rilevare feedback sinceri e utili alla crescita sana della propria realtà.

Queste pratiche hanno tutte a che fare con le Persone, con coloro che sono veramente al centro delle realtà aziendali. Si tratta alla fine di interessarsi a coloro che rappresentano il vero motore delle imprese, di acquisire una abilità di cogliere i segnali che ci sono attorno a noi e usare strumenti che permettano di ascoltarli e dare loro risposte concrete e mirate, oltre a incentivare la loro crescita personale e professionale in maniera sana. Ecco che allora potremmo assistere, di conseguenza, ad una accelerazione del business mai sperimentata prima” conclude Eros Peronato.

Amajor

Amajor Spa Società Benefit, è una HR company di Noventa Padovana (PD) fondata nel 2017 da Flavia Fabris e Eros Peronato specializzata nel mondo dell’organizzazione ed espansione aziendale. I suoi servizi cardine sono: analisi e consulenza HR (con strumenti di Assessment specifici), clima aziendale, analisi del potenziale delle persone, analisi del potenziale dei gruppi ed evoluzione delle dinamiche per governare il cambiamento, analisi e consulenza organizzativa, consulenza strategica e formazione personale imprenditoriale, manageriale. Al centro della strategia di Amajor ci sono le persone ed i loro valori, e un approccio scientifico al settore che tende in maniera costante all’innovazione. Ad oggi conta circa 120 aziende partner, un network di successo in diversi settori che grazie all’approccio trasversale vanno da quelli produttivi a quelle legate al mondo dei servizi, oltre a importanti collaborazioni con Istituti Scolastici e l’Università di Padova. Amajor, con grande lungimiranza ha deciso fin dall’inizio di costituirsi in forma S.B., Social Benefit.